Ci siamo mai chiesti da cosa dipenda la nostra disponibilità a credere a ciò che ci viene detto? E da cosa dipendono le nostre convinzioni, anche quando le informazioni passano dai mass media?

I due fattori determinanti risultano essere l’identità e il senso di appartenenza. Questi elementi conducono al fatto che l’importanza e la credibilità delle fonti, la professionalità di giornalisti e l’accuratezza delle informazioni passa in secondo piano, facendo sì che vi sia più facilità alla manipolazione e la strada sia resa più facile all’insinuarsi delle fake news.

L’importanza dei due fattori è stata sostenuta dallo Psicologo Jay Van Bavel, con un articolo pubblicato sulla rivista “Trends in Cognitive Science”. I risultati sono emersi dai dati acquisiti nel campo della Neuroeconomia, una branca delle Neuroscienze che negli ultimi anni è divenuta sempre più importante e che si occupa di studiare e comprendere in quale modo gli individui prendono le decisioni per risolvere questioni economiche.

Il modello teorico viene definito da J.Van Bavel è chiamato “credenza basato sull’identità”: l’idea portante è che tutti noi assegnamo un valore a un’idea, basandoci su cosa è più importante in quel momento. In un secondo momento confrontiamo tra loro i valori assegnati per decidere quale idea è la più vera.

In questo processo si inserisce il senso di identità. Avere un giornale, un partito politico o un gruppo con cui condividere idee politiche risulta molto importante in quanto soddisfa il bisogno di appartenenza e aiuta a definirci, rafforzando in questo modo il “senso di sé”. E può essere questo che spesso guida il nostro giudizio. Quindi può accadere che crediamo alle idee del nostro partito politico e non importa quanto siano ammissibili. J. Van Bavel afferma che spesso ciò che ci porta fuori strada è che “Scegliamo continuamente ciò che ci importa e come vogliamo essere coinvolti nelle cose del mondo, che si tratti del giornale che acquistiamo al mattino o di ciò che mangiamo per colazione: essere in accordo con un gruppo con cui ci riconosciamo è il nostro obiettivo principale, è più importante che essere accurati nel nostro giudizio”. Questo ha un impatto anche su come scegliamo le fonti di informazione e quali vengono scelte, in quanto ciò che risulta importante è l’appartenenza stessa.

I risultati di J.Van Bavel vogliono aiutare a superare le differenze politiche e a far nascere nelle persone maggior senso critico. Inoltre occorrerebbe sviluppare un senso dell’identità più ampio, basato su idee quali essere cittadini di una nazione o del mondo.

Jay J. Van Bavel, Andrea Pereira (2018). The Partisan Brain: An Identity-Based Model of Political Belief. Trends in Cognitive Science. Vol 22 (3), p213–224.

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