Coloro che hanno un sonno di scarsa qualità tendono a fissarsi maggiormente su preoccupazioni e pensieri negativi, elementi che vengono condivisi con disturbi importanti come l’ansia e la depressione. Ad oggi non è ancora stato chiarito se la mancanza di sonno sia una causa o la conseguenza di questi disturbi.

Due ricercatori della Binghamton University di New York hanno pubblicato uno studio sul “Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychitry” in cui mostrano che un sonno inferiore alle otto ore correla con difficoltà maggiori a evitare pensieri di tipo negativo e intrusivi, definiti come “ruminazione ansiosa”.

Ad un gruppo di soggetti con alti livelli di “ruminazione ansiosa” sono state presentate delle immagini in grado di attivare una risposta emotiva, contemporaneamente un dispositivo tracciava i movimenti oculari. Successivamente è stata analizzata la durata complessiva del sonno e i suoi cicli di questo gruppo di persone. I ricercatori J. Nota e M. Coles hanno dimostrato che la mancanza di sonno o la qualità povera, sono correlate a una maggiore difficoltà della persona a spostare l’attenzione dalle informazioni negative contenute nelle immagini che avevano visto. Una probabile spiegazione è il fatto che un sonno non adeguato contribuisce ad esporre il paziente a fissarsi su preoccupazioni e pensieri negativi, ovvero a iniziare un circolo vizioso di ruminazione ansiosa.

Coles e Nota hanno così scoperto che la mancanza di sonno o la sua cattiva qualità erano associate a una notevole difficoltà del soggetto a distogliere l’attenzione dalle informazioni negative contenute nelle immagini. Una possibile interpretazione di questa correlazione è che un sonno inadeguato contribuisca a rendere il soggetto più esposto alla ruminazione ansiosa e alla fissazione su preoccupazioni e pensieri negativi. M. Coles afferma che “le persone coinvolte nello studio hanno mostrato alcune tendenze ad avere pensieri negativi ossessivi, e l’elevato livello di questi pensieri negativi rende loro difficile distogliere l’attenzione dagli stimoli negativi a cui li abbiamo esposti” e quindi di avere notevoli dei problemi a ignorarle.

Le informazioni acquisite con lo studio sono importanti perché si reputa che i pensieri ossessivi negativi siano un elemento importante presente in diversi disturbi psicologici, tra i quali anche l’ansia e la depressione. Sempre M. Coles afferma che la ricerca condotta è importante in quanto per la prima volta vengono indagate le connessioni tra deprivazione di sonno e meccanismi neuropsicologici, in particolare quelli che permettono di ignorare i pensieri negativi.

Occorre procedere con ulteriori studi che vadano ad analizzare se la mancanza di sonno è solo correlata al sopraggiungere di ansia o depressione oppure se contribuisce a mantenere un disturbo già presente.

Bibliografia

Jacob A.Nota, Meredith E.Coles (2018). Shorter sleep duration and longer sleep onset latency are related to difficulty disengaging attention from negative emotional images in individuals with elevated transdiagnostic repetitive negative thinking. Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry, Vol. 58, Pag. 114-122.

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